IL PARERE DEGLI ESPERTI

 

Con la lettura di questa pagina, in considerazione dei tanti professionisti del settore fitness che hanno ormai abbracciato definitivamente la disciplina del monopattino per le sue tante virtù, vorremmo farvi conoscere l'opinione di alcuni di loro in merito.

 

Note sull'autore

 

Andrea Avruskin vive a Las Vegas in Nevada, è una conosciuta fisioterapista che dopo avere testato gli effetti del utilizzo costante del monopattino in tanti suoi pazienti ha voluto scrivere una interessante relazione sui benefici fisici e terapeutici che esso produce, qui di seguito riportata.

 

Le osservazioni di un fisioterapista©

Di Andrea Avruskin PT, DPT, ATC, LAT

©2008 Andrea Avruskin. Tutti i diritti sono riservati.

 

UN' IDEA SUL MONOPATTINO

Il monopattino è un ottimo strumento di riabilitazione, allenamento e condizionamento. Stimola la potenza, la resistenza, l’equilibrio e la forza della parte inferiore del corpo, come anche del tronco, e la stabilità e la resistenza della parte superiore del corpo. È adatto per le persone non-atletiche e per gli atleti in salute, oppure per riprendersi da infortuni o prevenirli.

 

CARATTERISTICHE:

 

ARTICOLAZIONI  Impatto dello stress

Il monopattino permette un intenso allenamento cardiovascolare senza un alto impatto dello stress sulle articolazioni, causato dal ripetitivo scalpitio sul pavimento (come nella corsa).

Ciò costituisce un vantaggio per chiunque abbia un tessuto cartilagineo fine, o chi sia interessato a prevenire un danno alla cartilagine, in quanto ci si può divertire con la velocità e l’attività atletica con una minore esposizione delle articolazioni alle forze compressive ad alto impatto della corsa.

 

I MOVIMENTI

La serie di movimenti delle articolazioni (ROM – Range of Motion) richiesta per l’utilizzo ricreativo del monopattino è minore nel ginocchio e nell’anca rispetto a quella richiesta per pedalare una normale bicicletta o anche per salire le scale. Perciò, il monopattino può essere uno strumento utile e divertente per le persone che non hanno un ROM completo o cercano di migliorarlo.

Le gare con il monopattino richiedono un ROM maggiore in poche articolazioni rispetto al ciclismo ricreazionale. 100-110 gradi di un ROM per la flessione delle anche è necessario a causa della posizione flessa del tronco sulla gamba, tipicamente privilegiata dai corridori competitivi. Inoltre il ROM per la flessione delle spalle di circa 110-130 gradi della flessione delle articolazioni gleno-omerali è richiesto per ottenere questa posizione da corsa.

 

LA POSTURA

Una bici da corsa obbliga il corridore a mantenere una flessione dell’anca e lombare sostenuta e un posizionamento dell’estensione cervicale, che spesso comporta fatica o dolori alla schiena e al collo. In ogni caso, l’allineamento del corpo sul monopattino permette all’utente di mantenere una lordosi cervicale, una cifosi toracica e una lordosi lombare più normale.

Quella eretta, la posizione più naturale nel monopattino, potrebbe aiutare gli utenti ad evitare l’accorciamento e l’irrigidimento dei muscoli psoas, che può accadere durante un posizionamento di flessione sostenuta dell’anca, come quella necessaria per utilizzare una bici da corsa.

 

LA GAMBA PROPULSIVA

Pedalare una normale bicicletta stimola i i muscoli prossimali della gamba, come i glutei e quelli ischiocrurali. Quando si usa il monopattino, inoltre, il contatto del piede con il suolo durante la propulsione necessita dei muscoli periferici, come quelli del piede e delle dita, per generare forza. Vengono sforzati un maggior numero di muscoli distali durante un allenamento con il monopattino rispetto ad un allenamento con una bicicletta normale.

I muscoli della gamba e dell’anca posteriore nella gamba propulsiva usano una contrazione concentrica esplosiva per spingere il monopattino. I muscoli reclutati comprendono quelli glutei, quelli ischiocrurali, il gastrocnemio e il soleo, il peroneo, le tibie posteriori, il muscolo flessore lungo dell’alluce e delle dita, come anche gli intrinseci del piede.

 

LA GAMBA ERETTA

Su una normale bicicletta, la maggior parte del peso rilevato quando il corridore è seduto, è sul sellino al livello dell’inguine. La distanza dal sellino al “core” del corpo del corridore (es. gli addominali bassi e i muscoli del pavimento pelvico) forma una lunghezza del braccio di leva di soli pochi pollici, che i muscoli stabilizzatori devono controllare per mantenere l’equilibrio.

Sopra un monopattino, il peso viene rilevato alla fine della gamba, nel piede. Perciò, il braccio di leva è tutta la lunghezza della gamba eretta – diversi piedi di lunghezza. Tale braccio di leva obbliga i muscoli stabilizzatori e quelli della gamba a lavorare di più per rendere stabile la posizione del corpo sul monopattino rispetto alla posizione assunta in bicicletta.

Quando un corridore sta in posizione eretta su una bicicletta, il braccio di leva della parte inferiore del corpo è uguale alla lunghezza della gamba. In ogni caso, tale corridore sta su due piedi posizionati lateralmente rispetto al suo centro di gravità. Ciò crea due punti di contatto e una base più ampia di supporto rispetto al singolo punto di contatto del monopattino. Una base più ampia di supporto rende più facile il bilanciamento, permettendo ai muscoli della gamba e quelli stabilizzatori di lavorare meno duramente per mantenere l’equilibrio. Un singolo punto di contatto è una base di supporto limitata, come sul monopattino, e richiede un lavoro muscolare maggiore per mantenere l’equilibrio.

Il monopattino stimola la forza isometrica ed eccentrica dei muscoli dell’anca, del ginocchio e della caviglia nella gamba eretta e dei muscoli pelvici, addominali e sacrospinali nel tronco. Questi muscoli comprendono il peroneo, le tibie posteriori, il muscolo flessore lungo dell’alluce e delle dita, le tibie anteriori, glutei, ischiocrurali, quadricipiti, il muscolo tensore della fascia lata, il muscolo grande adduttore, muscoli gracili, sartorio, piramidale, psoas, iliaco, il muscolo quadrato dei lombi, il muscolo retto dell’addome, il muscolo trasverso dell’addome e quello sacrospinale.

 

LA PARTE SUPERIORE DEL CORPO

Per guidare e frenare il monopattino, le mani sono posizionate sul manubrio, tipo nella bicicletta. Si rileva un po’ di peso moderato sulle mani. Per molti aspetti, le braccia e le mani sono usate quasi come in una normale bicicletta.

In ogni caso, comporta uno sforzo muscolare maggiore per controllare il manubrio e la ruota anteriore del monopattino rispetto a una normale bicicletta, specialmente durante la fase propulsiva, quando la gamba propulsiva oscilla in avanti, sfiorando il suolo e sollevandosi dietro il corpo. L’energico movimento della gamba propulsiva, come anche stare in equilibrio su una singola gamba eretta, riduce la stabilità del corpo sul monopattino. Perciò la parte superiore del corpo deve compensare ciò, aumentando la forza di contrazione muscolare isometrica in ogni muscolo, partendo dalle dita fino alle spalle, e nel tronco superiore.

Per le gare col monopattino è necessario che il tronco si pieghi in avanti durante la propulsione. Dato che le mani stanno sul manubrio mentre il tronco si piega in avanti, è necessaria una maggiore forza di contrazione eccentrica e concentrica del muscolo grande dorsale per mantenere l’equilibrio e il controllo in questa posizione da corsa.

 

CAPACITà DI EQUILIBRIO

Su una bicicletta normale, le cosce danno stabilità laterale, controllando il movimento laterale della bici. Su un monopattino, nessuna parte della macchina si trova tra le parti del corpo, quindi c’è meno stabilità.

Come descritto nella sezione “La gamba eretta”, il peso del corpo del corridore è bilanciato su un piede su una pedana aperta e piatta che ha 180 gradi di movimento rotatorio laterale a disposizione. Questa base di supporto limitata sul monopattino implica che la stabilizzazione mentre si pedala sia più difficile e impegnativa, e richiede un maggiore sforzo muscolare e una maggiore coordinazione da parte dei muscoli stabilizzatori e della gamba per mantenere l’equilibrio rispetto a una normale bicicletta.

Poiché le attività che stimolano le strategie di equilibrio di una persona possono contribuire a migliorare tale capacità, l’uso del monopattino può migliorare tutto l’equilibrio. Perciò, il monopattino può essere uno strumento utile per la riabilitazione in seguito a interventi o infortuni, per riacquistare la capacità di resistenza dell’equilibrio e la resistenza. Il monopattino può anche essere un formidabile strumento di allenamento per migliorare la capacità di equilibrio e la resistenza negli atleti sani e non-atleti.

 

PRECAUZIONI

Le persone che desiderano aumentare gradualmente il loro tempo sul monopattino, o aspettano che migliorino delle specifiche condizioni mediche prima di salire su un monopattino, comprendono le seguenti:

 Persone con tunnel carpale cronico o recente o che hanno problemi al polso.

 Persone con problemi recenti o cronici ai piedi, come fascite plantare e sesamoidite.

 Persone con una capacità di equilibrio completo indipendente minore rispetto alla norma.

o Prima di provare ad usare il monopattino, una persona dovrebbe essere capace, per lo meno, di alzarsi e camminare con gli occhi chiusi, senza un supporto esterno, e non avere rischi valutati a livello medico di cadere.

o Persone con problemi neurologici (es. post-AVC, TBI - danni cerebrali traumatici- , Parkinson, ecc…) potrebbero non essere adatti per l’utilizzo del monopattino, a meno che non siano a livelli molto avanzati, e prima di provare ad usare qualsiasi tipo di macchina ricreativa a ruote, dovrebbero avere l’autorizzazione del proprio medico o terapista.

 Persone con recenti lesioni/interventi al tronco o all’estremità inferiore.

o Una volta recuperate le forze nel tronco e all’estremità inferiore, il monopattino può essere incluso nel programma giornaliero a lungo-termine di condizionamento di queste persone, con approvazione da parte del medico curante e/o terapista.

 

Questa carta è protetta da copyright e nessuna parte può essere riprodotta, archiviata con sistemi di recupero o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo, sia elettronico, meccanico, fotocopiatura, registrazione o altro senza il preventivo permesso dell’autore. Per informazioni riguardanti i permessi, andare su www.avruskinpt.com o mandare

un’e-mail a aavruskin@aol.com

 

THE FOOTBIKE: 

 

A Physical Therapist’s Observational Perspective ©

 

By Andrea Avruskin PT, DPT, ATC, LAT

 

©2008 Andrea Avruskin. All rights reserved.

 

OVERVIEW

 

The footbike is an excellent tool for rehabilitation, training and conditioning. It challenges lower body strength, power, endurance and balance, as well as trunk and upper body stability and endurance. It is suitable for non-athletic people and athletes who are healthy, recovering from injuries, or preventing injuries.

 

SPECIFICS

 

Joints

 

Impact Stress

The footbike provides an intense cardiopulmonary workout without highimpact stress on joints from repetitive pounding on the pavement (as in running). This is an advantage for anyone with thinning joint cartilage, or anyone with an interest in preventing cartilage damage, as one can enjoy speed and athletic activity with a reduced exposure of joints to the high-impact compressive forces of running.

 

Range of Motion

The joint range of motion (ROM) required to use the footbike recreationally is less at the knee and hip than is required to ride a regular bicycle or even to climb stairs. Therefore, the footbike can be a useful and enjoyable tool for people who don’t have full ROM or are working on improving their range of motion.

 

Competitive racing on the footbike requires more ROM in a few joints than recreational riding requires. 100-110 degrees of hip flexion ROM is needed due to a flexed trunk-on-leg position typically favored by competitive racers. Shoulder flexion ROM of approximately 110-130 degrees of glenohumeral joint flexion is also required to attain this racing position.

 

Posture

A racing bicycle forces a seated rider to maintain sustained lumbar and hip flexion and cervical extension positioning, which often lead to back and neck discomfort or fatigue. Body alignment on the Footbike™, however, allows a user to maintain more normal lumbar lordosis, thoracic kyphosis and cervical lordosis.

 

The upright, more natural posture on the footbike may also help users avoid shortening and tightening of the psoas muscles, which can occur during sustained flexion positioning of the hip, such as that required in using a racing bicycle.

 

Propelling leg

Riding a regular bicycle targets proximal muscles in the leg, such as the gluteals and hamstrings. When using the footbike, foot contact with the ground during propulsion requires peripheral muscles, such as the foot and toe muscles, to generate force as well. A greater number of distal muscles are challenged during a footbike workout than during a regular bicycle workout.

 

The posterior hip and leg muscles in the propelling leg use an explosive concentric contraction to propel the footbike. Recruited muscles include the gluteal muscles, hamstrings, gastrocnemius and soleus, peroneals, posterior tibialis, flexor digitorum and flexor hallicus longus, as well as the foot intrinsics.

 

Standing leg

On a regular bicycle, the majority of weight bearing when the rider is in the seated position is on the bicycle seat, at the groin level. The distance from the seat to the “core” of a rider’s body (i.e. the lower abdominal and pelvic floor muscles) forms a lever arm length of only a few inches that the core muscles must control to maintain upright balance.

 

On a footbike, weight bearing is at the end of the leg, at the foot. Therefore, the lever arm is the entire length of the standing leg - several feet in length. This longer lever arm forces the core and leg muscles to work harder to stabilize the body standing on the footbike than they would need to if the body was seated.

 

When a bicycle rider is in a standing position, the lower body lever arm is also equal to the length of the leg. However, a bicycle rider stands on two feet that are positioned laterally to his/her center of gravity. This creates two points of contact and a wider base of support than the footbike’s single point of contact. A wider base of support makes balancing easier, allowing core and leg muscles to work less hard to maintain balance. A single point of contact is a narrow base of support, as on the Footbike™, and requires more muscular work to maintain upright balance.

 

The footbike challenges the isometric and eccentric strength of the hip, knee, and ankle muscles in the standing leg, and the pelvic, abdominal and spine muscles in the trunk. These muscles include the peroneals, posterior tibialis, flexor digitorum, flexor hallucis longus, anterior tibialis, gluteal muscles, hamstrings, quadriceps, tensor fascia lata, adductor magnus, gracilis, sartorius, pyramidalis, psoas, iliacus, quadratus lumborum, rectus abdominis, transverse abdominis, and erector spinae.

 

Upper body

To steer and brake the footbike, the hands are placed on bicycle-type handlebars. There is some moderate weight bearing on the hands. In most respects, the arms and hands are used similarly to that on a regular upright bicycle.

 

However, it takes more muscular effort to control the handlebars and front wheel of a footbike than on a regular bicycle, especially during the propelling phase, when the propelling leg is swinging forward, brushing against the ground and lifting behind the body. The forceful movement of the propelling leg, as well as balancing on a single standing leg, reduces the stability of the body on the Footbike™. The upper body must compensate for this by increasing the isometric muscle contraction force in every muscle from the fingers to the shoulder and into the upper trunk.

 

Competitive racing on the footbike requires the trunk to lean forward during propulsion. Since the hands stay on the handlebars while the trunk leans forward, increased concentric and eccentric contraction forces of the latissimus dorsii muscles are needed to maintain balance and control in this racing posture.

 

Balance ability

On a regular bicycle, the thighs provide lateral stability of the bicycle seat, controlling side-to-side motion of the bicycle. On a Footbike™, no part of the machine is tucked in between body parts, so there is less stability in that respect.

 

As described in the “Standing Leg” section, the rider’s body weight is balanced on one foot on an open, flat platform that has 180 degrees of available lateral rotational movement. This narrow base of support on the footbike means stabilization while riding is more difficult and challenging, requiring more coordination and muscular effort from core and leg muscles to maintain balance than on a regular bicycle.

 

Since activities that challenge a person’s standing balance strategies can help improve balance ability, use of the footbike could result in improved overall balance. Therefore, the footbike can be a useful tool for post-injury and post-surgical rehabilitation to regain standing balance endurance ability and endurance. The footbike can also be a powerful training tool for improving standing balance ability and endurance in healthy athletes and non-athletes.

 

RECOMMENDED PRECAUTIONS

Persons who should gradually increase their time on a footbike, or wait until specific medical conditions are improved before riding a footbike, include the following:

 

Persons with recent or chronic carpal tunnel or wrist problems.  

 

Persons with recent or chronic plantar foot conditions, including fasciitis and sesamoiditis.

 

Persons with less than normal independent overall balance ability.

o A person should be able to, at the very least, walk and stand with eyes closed, without external support, and have no medically-        rated risk of falling, prior to attempted use of the footbike.

o People with neurological conditions (i.e. post-CVA, TBI, Parkinson’s, etc…) may not be appropriate for footbike usage until they are very high level, and should be cleared by their physician or therapist before attempting to use any recreational wheeled machine.

 

Persons with recent lower extremity or trunk injuries/surgeries.

o After proper strength is restored to the lower extremities and trunk, the footbike can be included in the daily long-term conditioning programs of these people, upon agreement of the treating physician and/or therapist.

 

 

This paper is protected by copyright and permission should be obtained from the author prior to reproduction, storage in a retrieval system, or transmission in any form or by any means, electronic, mechanical, photocopying, recording or likewise. For information regarding permission(s), go to www.avruskinpt.com or e-mail aavruskin@aol.com .

 

 

 

 

 

Note sull'autore

 

Tim O’Mara vive in Utah a Salt Lake City, ex atleta olimpico, si occupa di formazione e preparazione atletica ad alto livello, ha

 

contribuito alla formazione di tanti atleti olimpici.

 

IL MONOPATTINO

è uno strumento per fare esercizio/allenarsi molto efficace in quanto grazie alla forza propulsiva è utile

per molte attività fisiche, i benefici includono i seguenti aspetti: riabilitazione, flessibilità dei fianchi, potenziamento dell'anca,

aumento dell'attività dei muscoli dei glutei, tecnica della corsa, diminuisce la rigidità lombare, potenzia la soglia anaerobica e

aumenta la resistenza, unitamente ai benefici dei cross training (allenamento incrociato), ed inoltre nell'esercizio non vi è

nessun impatto traumatico con il suolo, è uno sport divertente che aiuta a stare/o tornare in forma. Tutte queste

caratteristiche fanno del monopattino uno strumento estremamente efficace per migliorare il tenore di vita.

 

COSA FA DEL MONOPATTINO UNO STRUMENTO UNICO?

Il monopattino è una delle poche attività che allena il potere estensivo del corpo, mentre allunga i fianchi senza procurare

flessioni o tensioni nella parte frontale del complesso dell'anca. Questo provvede a migliorare l'attivazione dei muscoli dei

glutei, permette al corpo di muoversi con maggiore efficienza e fluidità. Un altro vantaggio è che il corpo si muove in linea

retta con la spinta, una spinta in linea retta è molto difficile da raggiungere con i movimenti di altri sport, come ad esempio lo

sprint, il monopattino rende questo movimento facile da ottenere, ed allena il sistema nervoso a muoversi meglio.

Tutti questi benefici offrono un aumento della performance in una vasta gamma di aspetti sportivi.

 

BICICLETTA VS MONOPATTINO

Sebbene il ciclismo procuri molti sani benefici, ce ne sono anche di negativi, il movimento che si fa con la bicicletta ha un

movimento delle gambe invariato/fisso, che ha entrambi le qualità (sia positive che negative).

Un esempio positivo è che la bicicletta è un ottimo strumento per la riabilitazione dopo un infortunio.

I problemi nascono dalla gamma limitata del moto della bicicletta, che rimane invariato a prescindere dall'altezza del corpo o

dalla velocità di percorrenza. Altre difficoltà nascono dall'avere la parte sopra e quella sotto in una posizione semi fissa ed

impedisce al corpo di lavorare/allenarsi nella naturale linea retta.

Tutto questo causa problemi serrando la parte anteriore dei fianchi, dei femorali, e dei muscoli erettori spinali.

A lungo tempo i danni alla zona lombare e alle ginocchia possono aumentare se non indirizzati/orientati correttamente.

Il monopattino si distingue perché non ha un moto fisso delle gambe, se si procede ad un passo lento il movimento del

monopattino decresce, se si ha un ritmo più veloce il monopattino accelera in modo naturale come nello sprint. Non avendo il

movimento fisso delle gambe aumenta la flessibilità degli PSOAS, i fianchi dei quadricipiti, l'apertura di questi muscoli

anteriori aiuta anche a sciogliere la zona lombare allo stesso modo dei muscoli posteriori della coscia.

La parte superiore ed inferiore del corpo lavora in linea retta, il che riduce la possibilità di lesione e fornisce un ottimo risultato

di resistenza.

Un altro incentivo del monopattino si verifica dalla più alta energia spesa rispetto alla bicicletta, che brucia molte più calorie in

un tempo minore.

Diversamente dalla bicicletta il monopattino aiuta estremamente la tecnica della corsa.

 

                                                                                                                                                                                               

THE BENEFITS 

The scooter is an extremely beneficial exercise tool in that it transfers to many other modalities because of its unique propelling motion. The benefits include the following aspects; rehab, hip flexibility, hip power, glut activation, running technique, decreased lower back tightness, power, anaerobic threshold and endurance output. Along with the cross training benefits it also provides a low impact and fun sport to help you stay in and /or get in shape. All of these attributes make the scooter a tremendously effective life enhancing tool.

 

WHAT MAKE A SCOOTER UNIQUE?

The scooter is one of few activities that train your body’s extension power, while stretching the hips without producing flexion or tensing of the front side hip complex. This provides increased glut muscle activation, which enables your body to move with more efficiency and fluidity. Another advantage is, your body moves in a straight line of power during the kicking motion. A straight line of power is very hard to achieve in other sport movements, like sprinting for an example. Scootering makes this motion easy to achieve, which trains your nervous system to move superiorly. All of these benefits offer increased performance in a wide array of sporting facets.

 

CYCLING VS. SCOOTERING 

Although cycling provides many health benefits it comes with some negatives. The cycling motion has a fixed leg action, which has both attributes. A positive example is the bicycle makes a great tool for injury rehabilitation. Problems arise from the bicycle’s small fixed range of motion, which always stays the same regardless of your body height or whether you’re going fast or slow. Other issues arise from having your upper and lower body in a semi fixed position, which keeps your body from working its natural straight line of power. This causes problems by tightening the front side of the hips, hamstrings, spinal erectors and IT bands. Over a prolonged period of time, lower back and knee issues can arise if not properly addressed. The scooter separates itself from a bicycle because it doesn’t have a fixed leg cycle. If you’re going at a slower pace the kicking motion decreases, if you’re going at faster pace the scooteing motion increases naturally like running or sprinting. By not having your leg action fixed it adds flexibility to the psoas, hips and quads, opening up these front side muscles it also helps loosen the lower back as well as the hamstrings. Your upper body and lower body work in a straight line of power, which reduces the chance of injury and provides an optimal strength output. Other bonuses of a scooter occur from higher energy expenditure than a bicycle, which burns more calories in a shorter amount time. Unlike a bicycle it helps immensely with running technique due to working off the center of mass and learning not to reach with the opposing leg.

                                                                                                                                                                                            Traduzzione autorizzata dal sito: http://modusfit.com

 

 

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